inizio delle uovità

Qualcuno che vede dritto attraverso il mio guscio un giorno mi disse “nemmeno un uovo è così pieno di se stesso”. Sto ancora ridendo. Cristo se è vero che ho un ego così enorme e così fragile.
Si parlava con qualcuno (un altro qualcuno) che facebook è troppo veloce, scopri la canzone che ti sconvolge la vita, l’artista giapponese al neon che ti fa impazzire, il Santo Gral e l’arca di Noè, lo posti sul tuo profilo e hai una finestra di circa 5 secondi prima che venga inghiottita da gente che “ha caldo”, sostiene che “la cosa peggiore è tradire”, ed è “in marocco!”.
Qualcuno (l’ultimo, ed è Steven King) diceva che per imparare a scrivere bisogna scrivere.
Di questi 3 qualcuno questo blog è figlio. Lo userò per segnare tutti quei momenti degni di non scomparire nei vasti buchi della mia misera memoria di uovo. Per mostrarvi piccole cose preziose trovate nella grande aia che è il mondo. Per condividere qualcosa del mio ripieno.
Salve a tutti. Io sono un uovo.

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sono un uovo
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