I remember

I remember…

Ho diciotto giorni e I remember le grosse mosche nere e l’aria tiepida dell’estate che penetra le crepe dell’ospedale. A diciotto giorni so riconoscere il soffio dell’aria da quello delle bombe, e uno sparo di mortaio da uno di T34. A diciotto giorni so che sono orfano e che mi chiamano Nike (pronuncia Naik). Alla mia sinistra, sullo stesso letto, Amir, un giorno meno di me, dorme, e alla mia destra Leyla, la cadetta, di appena dieci giorni, strilla. Anche loro sono orfani, ma non lo sanno. Io sono il più anziano e giuro sulle stelle che brillano oltre il soffitto scoperchiato di proteggerli sempre.

– Sostiene di ricordare? i suoi diciotti giorni

-Si.

– E ricorda anche di aver giurato?

– Lo giuro…

Enki Bilal, “Il sonno del mostro”

Ecco a noi che si scrive, quando si legge una cosa così, ti viene una cosa alla stomaco che non sai spiegare, una gioia che qualcuno abbia scritto questo, che questo esista.

E l’invidia feroce che non l’hai scritto tu.

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sono un uovo
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2 Responses to I remember

  1. ketepoz says:

    bellissimo, bilal mi ha sempre sconvolto

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