Polpette di Tai chi per il vivere moderno – il tè

Appena arrivati, la mia maestra di Tai chi ci offre il tè.

Io arrivo di corsa, in giacca e valigetta, ho fatto tardi a lavoro, ha ritardato il treno, la 92 non passava mai, ci sono salito guardando l’orologio, ne sono sceso e sono corso al portone, ho suonato (“Esagramma 25” dice il citofono), ho salito le scale a due a due anche se c’era l’ascensore, suono, “la porta è aperta”, entro e mi scuso.

La mia maestra mi dice “nessun problema” e semplicemente mi offre il tè.

Ogni volta un tè diverso. L’ultima era limone e zenzero. Stiamo diventando viziati e se non lo troviamo lo reclamiamo.

Quando vengo da fuori, porto con me le preoccupazioni, il freddo, e soprattutto il correre, lo sbrigarsi, non c’è tempo, dobbiamo andare.

Contro tutto questo la mia maestra erge la sua tazza di tè. Berlo è il primo passo verso il rallentare, il ritornare ad un tempo più naturale e più giusto. Ce ne saranno altri, di passi, la respirazione taoista, le forme vere e proprie, ma noi cominciamo con una tazza di tè.

Ne seguirà un altra, a circa metà lezione. Fuori Milano continua a esistere, con i suoi tram che girano come satelliti impazziti, i treni della metro che vanno avanti e indietro, gente che corre perché avrebbe dovuto già essere da qualche parte ed è in ritardo.

Noi beviamo tè.

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sono un uovo
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One Response to Polpette di Tai chi per il vivere moderno – il tè

  1. Silvia says:

    mi inchino a questo blog

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