La cultura non esiste

1. La cultura non esiste.

La cultura è un concetto inventato da quelli che si definiscono colti. Neruda, il jazz, e Picasso non sono cultura, sono la vita, una parte della vita di cui loro si sono appropriati. Queste persone sono il nemico, e devono essere uccise

2. La cultura è sempre stata popolare.

Quelli che vogliono essere considerati colti (usciti da un recita di poesie in cui sono stati per tutto il tempo segretamente compiaciuti di essere così pochi) decidono in maniera arbitraria cosa sia cultura e cosa no. Il resto viene definito, con un certo disprezzo, popolare”, o “commerciale”. Ma Shakespeare divertiva il popolino e faceva commuovere le massaie nei teatri di Londra. Il jazz veniva suonato in bettole oscure e nere, dove le uniche cose a brillare, a parte i tasti bianchi, erano i denti e i coltelli. I pastori toscani conoscevano a memoria la Divina Commedia, e STI CAZZI se non la capivano, l’importante è che la sentissero. La cultura, come la chiamano loro, è sempre stata popolare.

3. i libri si leggono, non si vivisezionano

Analizzare un bel libro è come sezionare una bella ragazza: una cosa da maniaci e criminali. Si raggiungono più alti livelli di comprensione di un libro secondo un processo graduale non dissimile all’innamoramento. E’ un percorso individuale, in cui il libro diventa una parte di te e tu di lui: di conseguenza, imporre le ragioni oggettive del perché quel libro è bello è un’attività folle e tuttavia assai diffusa durante quelle che vengono definite “ore di italiano”.

4. La scuola allontana dalla vita

I Promessi Sposi erano un tempo una cosa viva, nonché un bel libro. Decenni di analisi dei personaggi, di interrogazioni, di professori che ti imponevano che ti piacessero li hanno ridotto nella misera cosa che conosciamo. “Don Abbondio era un vaso di coccio tra vasi di ferro” era una bella metafora, un bel modo con cui uno scrittore (non un alieno nè una statua nè uno sfigato, bensì un tipo come me e te) ti raccontava la vita; ora fa venire la nausea al solo sentirlo.

5. Dire che una cosa ti fa cagare è il tuo più grande diritto.

Non ti devi giustificare se Proust ti annoia, e hai viceversa sempre il diritto di farti piacere le peggiori cagate esistenti. Anche la merda fa parte della vita, e quelli che si vedono i film impegnati facendo finta di capirli sono i nostri nemici, e meritano solo una benda e un plotone d’esecuzione.

6. Strappiamo la vita dalle grinfie chi ha inventato la cultura.

I nostri nemici vogliono tenersi la poesia tutta per se. Sentirsi la musica classica e pensare che sia per pochi. Fin da piccoli ci hanno convinto che non era roba per noi, che non noi eravamo abbastanza intelligenti, e alla fine noi gli abbiamo creduto.

Ascoltiamo la musica che non conosciamo. Guardiamo il film che diffidiamo. Se il libro che tutti osannano non ti piace non hai colpe e spesso non ne ha neanche il libro: non era il momento. Forse il momento arriverà o forse no, ma nessuno ti interrogherà sul contenuto del libro, quindi niente paura.

E tanto per essere chiari, non è che bisogna ascoltare Vivaldi per forza. Leggere Hemingway. Andare a teatro. Ma che non vi impedisca di farlo la paura che questi stronzi vi hanno instillato.

La cultura non esiste. Riprendiamoci la vita.

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sono un uovo
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