Robe che ho già scritto da altre parti – Park Guell

Il parc Guell è un luogo di irrealtà.

Per non stordire il viaggiatore, il processo è graduale. Si avanza dapprima tra gli ulivi e i cactus, mentre anche l’aria si rarefà. Emerge dalla roccia un piccolo calvario, con una croce sopra. Da lì abbracci Barcellona tutta con lo sguardo, fino alla Sagrada Famiglia e al mare. Non lo sai, ma è un addio. Non tornerai più.

Una musica ti attira verso il basso (così fu ingannato anche Ulisse). Bolle di sapone grandi come bambini scompigliano la luce, come prismi giocosi. Ti giri, e l’uomo invisibile ti saluta agitando il bastone. Un gigante usa un uomo come una marionetta. Il sogno si toglie la maschera.

Ma la tua inerzia nell’irreale è inarrestabile, e così sprofondi ancora. Tra colonne e lucertole e scale, discendi nel ventre di Gaudì.

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sono un uovo
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