La storia di Pronto Soccorso e Beauty Case

Il nostro quartiere sta proprio dietro la stazione. Un giorno un treno ci porterà via. Oppure saremo noi a portar via un treno. Perché il nostro quartiere si chiama Manolenza, entri che ce l’hai ed esci senza. Senza cosa? Senza autoradio, senza portafogli, senza dentiera, senza orecchini, senza gomme dell’auto. Anche le gomme da masticare ti portano via se non stai attento: ci sono dei bambini che lavorano in coppia, uno ti dà un calcio nelle palle, tu sputi la gomma e l’altro la prende al volo. Questo per dare un’idea.
In questo quartiere sono nati Pronto Soccorso e Beauty Case. Pronto Soccorso è un bel tipetto di sedici anni. Il babbo fa l’estetista di pneumatici, cioè ruba gomme nuove e le vende al posto delle vecchie. La mamma ha una latteria, la latteria più piccola del mondo. Praticamente un frigo. Pronto è stato concepito lì dentro, a dieci gradi sotto zero. Quando è nato invece che nella culla l’hanno messo in forno a sgelare.

Stefano Benni, Il bar sotto il mare.

Vi scrivo l’inizio di questo bel racconto di Benni perché mi sono accorto che è un po’ che non divido con voi piccole cose preziose trovate nell’aia.

E udite udite!
Qua la trovate tutta:

http://www.myspace.com/CateninaSoulCrew/blog/273398972

Enjoy

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sono un uovo
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