Oggi, o della mia bici pieghevole

Oggi non ho preso la macchina. Oggi ho preso la mia bici, un paio di lacci da scarpe e un gilet catarifrangente, e sono andato in treno.

Sul treno ho sonnecchiato. Sono sceso, ho legato la mia bici con la catena, e ho fatto colazione al mio bar preferito (cappuccino, brioche al cioccolato e un bicchiere d’acqua, per favore). Il mio barista preferito mi ha sorriso. Lo fa sempre.

Dopo colazione ho aperto la mia bici (è pieghevole, se non si fosse capito), come si apre un libro, come si spiegano le ali; con i lacci ho stretto l’estremità dei pantaloni del mio completo, perché non si sporcassero, ho inforcato la mia biciclettina ed in sedici minuti sono arrivato al lavoro. Sedici minuti, a pedalare, sotto un sole caldo il giusto. La sera ho infilato il gilet catarifrangente che avevo tolto dalla macchina, e ho fatto il tragitto inverso. Era da poco passato il tramonto. Io indossavo un gilet giallo canarino, ero su una biciclettina da circo color verde mela, e pedalavo. Ero ridicolo, e contento.

Perché in una vita che ti da così pochi piaceri, devi essere bravo a crearteli.

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sono un uovo
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