Whitman sulla lavatrice

Nel bagno della casa che condivido con due coinquilini comunisti svetta una pila di libri, fumetti e riviste.

La pila si erge sulla lavatrice, e svolge una doppia funzione: intrattenere durante le riflessioni mattutine, e tenere fermi i pesi (i pesi svolgono la funzione di tenere bloccato il pulsante della lavatrice, si è rotta una molla e senza la torre di libri ed i pesi non si riesce a tenere accesa la lavatrice).

Principe di questa torre è Walt Whitman.

 

Io celebro me stesso

E quel che mi figuro ti figurerai,

ché ogni atomo appartiene a me quanto appartiene a te”

 

Il suo “Foglie d’erba”, arricciato dall’umidità del bagno, è presenza immancabile e fondamentale; il mio coinquilino mi guardò sorpreso, e forse un filo tradito, quando scoprì che me l’ero portato via, per leggermelo sul treno del mio pendolarismo quotidiano. Per una legge non scritta, ogni movimento intestinale nella nostra casa deve essere accompagnato stimolato ed ispirato dal buon vecchio Walt. Il motivo è evidente: Whitman ti gasa, ti senti fiero ed orgoglioso a startene seduto sul water con i calzoni abbassati leggendo:

 

M’accorgo di incorporare gneiss e carbone e lunghi filamenti di muschio e grani e radici esculente,

E d’essere decorato a stucco con quadrupedi ed uccelli dappertutto

e d’aver distanziato quel che mi è dietro per buoni motivi

e di richiamar vicino qualsiasi cosa quando lo desidero”

 

É potente, Whitman. E spontaneo, ed antiletterario. Lui mira alla vita diretta.

 

Resta quest’oggi e stanotte con me e possederai l’origine di ogni poesia

possederai il bene della terra e del sole… esistono milioni d’altri soli

non dovrai prendere più nulla di seconda e terza mano…

né guardare tramite gli occhi dei morti… né nutrirti degli spettri nei libri

non guarderai neppure tramite i miei occhi, né prenderai alcunché da me,

tu ascolterai tutte le parti, e le filtrerai attraverso te stesso.”

 

Credo che Whitman sarebbe stato lieto dell’uso che facciamo del suo libro. Lui si sentiva parte di tutto e di tutti, e tutto era parte di lui, e tutto era divino.

 

Divino son io dentro e fuori, e rendo santa qualsiasi cosa tocco o che mi tocca;

L’odore di queste ascelle è aroma più squisito della preghiera

questa testa è più di chiese e bibbie e fedi”.

 

Potrei continuare a lungo. Potrei parlarvi della vita e delle opere dell’autore, ma in fondo chissenefrega? Mica siamo a scuola, qua. Volete saperne di più? Dio ha inventato wikipedia. Volete dargli una letta? Dio ha inventato le biblioteche, sempre sia lodato.

 

E poi, se devo esser sincero, tutto questo, uhm, parlare di Whitman mi ha smosso. Sì, insomma. Scusate.

 

 

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sono un uovo
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