Mezzatesta goes to Puglia: day 2 – (flashback)- madonna

Entro nella chiesa della Madonna di Roca. Chi mi conosce per l’ateo anticlericale cultore della bestemmia che sono ne rimarrà forse sorpreso. Chi conosce un pelo sotto, meno.
Dentro c’è un quaderno firme, che subito attira la mia attenzione. Vado alla prima pagina: sconcertato trovo una canzone di De André, che mi ha cresciuto:
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Mi siedo su una panca. Non c’è vento, qui, che ti spinga da ogni lato. Non c’è sole che ti martelli sulla testa. E’ fresco. E’ rifugio, persino per uno come me.
Leggo il quaderno firme.
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Sono tutte preghiere rivolte direttamente alla Madonna: un paio sullo studio (“aiutami a passare l’esame con 70” recita una), una sull’amore (“fai che Alessandra Ferri si metta con me e che non ci lasciamo mai”), svariate di di ringraziamento (“grazie per averci fatto passare questa pasquetta tutti insieme”, “grazie per averci fatto tornare con i nostri figli dopo dodici anni”); tutte le altre sono uno sterminato susseguirsi di “aiutaci” e “proteggici”.
Aiuta il nonno di Sara a vivere ancora un po’. Aiutaci in questo momento difficile. Proteggi i membri della mia famiglia, soprattutto i più deboli. Proteggi i giovani e aiutali a trovare la loro strada. Una, straziante: aiutala, dovunque lei sia. Una, intimissima: aiutami a capire cosa sto cercando.
Ed io ateo incallito e anticlericale rifletto. Mi tornano in mente un paio di libri letti di recente.
Il primo è “L’eroe dai mille volti”, che parla degli antichi miti e riti collettivi, e del loro ruolo nell’aiutare a superare momenti di passaggio e crescita: “nel momento in cui sparirono gli sciamani nacquero gli psichiatri”, sostiene l’autore, psichiatra.
Il secondo è nel mio zainetto di viaggiatore minimo, e si chiama “Sud e magia” e parla esattamente di questo; non l’ho ancora finito, ma nella prefazione un passaggio mi ha colpito: “ad un più attento esame, si renderà palese il tema unitario che tiene insieme elementi così eterogenei, e cioè la richiesta di protezione psicologica di fronte alla straordinaria potenza del negativo nella vita quotidiana“.
Abbiamo, e con questo noi abbraccio l’umanità intera, un bisogno enorme di essere difesi, o almeno di poter pensare di esserlo da un universo crudele e casuale, così come necessitiamo di riti e miti perche’, ad esempio, il bambino nasca, diventi adulto e muoia.
Abbiamo, tento di riassumere, bisogno di pensare di essere protetti e aiutati.
Pensare di rimuovere chirurgicamente ciò che dà una risposta a questo è inconcepibile.
Rimango ancora un po’ nella chiesa.

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