Mezzatesta goes to Puglia : day 8 – Going home

Comincia il lungo ritorno.

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A Leuca-Leuca non passa il treno, bisogna arrivare a Gagliano, il paese vicino, ma i proprietari del B&B sono così gentili da accompagnare me e la mia bici alla stazione. Hanno, tuttavia, solo una vecchia Punto, e anche levando una ruota lo sportello non si riesce a chiudere e sbatte sull’altra. Andiamo così, “piano piano”, dice il proprietario, una promessa che manterrà solo a metà.
Dopo 3 chilometri il bagagliaio si apre, e noi ci ritroviamo con il più grosso alettone che una Punto pugliese abbia mai avuto. Reggo la bici con una mano, ma la ruota mi preoccupa di più.
Arrivato alla stazione scopro che il primo treno su cui posso caricare la bici c’è tra due ore e mezza.
“Ma tu rimani in zona” mi dice il capostazione “che il capotreno è quasi un amico”.
Per il biglietto, chiedo. Non ho risposta. Per il biglietto, insisto. C’è tempo, mi viene risposto.
Mi siedo. Il cielo è nuvoloso,  il vento è freddo ed io ho solo la felpa, a pelle. E’ l’unica cosa che mi sia rimasta pulita.
Arriva il treno. Io ammiro un po’ il capostazione che alza manualmente la sbarra del passaggio a livello, girando ripetutamente una di queste leve qua.

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Nel frattempo, la mezza amicizia si rivela insufficiente e devo aspettare il treno dell’1.30.
C’è qualcosa per mangiare, qua intorno?
“Un supermercato, ti puoi far fare un panino.”
Vada per il supermercato, ma invece di un panino prendo delle banane. Le banane sono un grande cibo da viaggio: sane, riempiono e non devono essere lavate.
Ha cominciato a piovere, nel frattempo, e decido di tornare in stazione, per non beccarmi l’acqua più avanti. Non ha fatto mai nient’altro che sole intenso fino al trono. Da lì, un lento peggiorare e non solo del tempo; come se il palloncino in cui ho vissuto in queste ultimi 8 giorni avesse un buco da cui perdesse energia, in modo lento ma inesorabile.
Mangio, nella sala d’attesa. Intorno a me lavora il personale delle Ferrorie Sud Est, che nel loro ufficio stanno facendo lavori. Sono luoghi sottili, le piccole stazioni di paese, pronte a scivolare nell’irrealtà, e questa forse lo è un paio di gradi in più.

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Mangio un’altra banana.

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About sonounuovo

sono un uovo
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