Polpette di Tai Chi per il vivere moderno – Acqua

Si chiama “La forma dell’acqua”.
Nel primo movimento alzo una gamba, e contemporaneamente le braccia, ma senza sforzo, senza forza, “come una marionetta a cui tirino i fili”, dice la mia maestra.
E poi atterro, le due gambe sono separate, e le due braccia sono pronte a volare (“Fly” direbbe il maestro Chu”)
È un gesto sacro, mi spiega. È l’indistinto primordiale che si divide in espansivo yang e vorticoso yin. È l’attimo della creazione quello che stiamo rappresentando, ed il nostro iniziare ripete l’inizio del tutto.
La forma continua. Le braccia volano in avanti.
Yang.
Tornano indietro, trascinando con se un ipotetico avversario.
Yin.
Ci si espande in una parata alta.
Yang.
Chiudendosi, contraendosi, cadendo su si stessi, si cala come un falco per parare un calcio basso, si ruota su stessi per torcere il piede.
Yin.
Si fa un passo avanti, crescendo in ogni direzione, e senza sforzo il nostro avversario è scagliato via.
Yang.
Ci si espande, e ci si contrae, come la marea. Non c’è separazione netta tra i movimenti, ognuno scivola nell’altro: quando il mascolino yang raggiunge il suo apice si ritrae, portando con se tutto ciò che ha incontrato nel suo cammino. L’avanzare ed il retrocedere di questa onda sono egualmente importanti: la mia maestra mi racconta che ogni tanto il maestro Chu tira fuori un cronometro e verifica se i suoi discepoli spendono lo stesso numero di secondi nelle posizioni yin e nelle posizioni yang.
Arrivi alla fine della forma. Diventi circolare, tondo, e poi ti raccogli e torni alla posizione iniziale. Yin e yang si ricompongono. Finisce la forma e tu sei stabile su entrambe le gambe. In equilibrio.
È estate. La maestra mi offre dell’acqua. Si chiacchiera. Che lavoro fai, mi chiede? Ti piace?
E io gli spiego che si, mi piace, il problema è che sono egualmente composto da desideri inconciliabili: stabilità e libertà, perfezionismo e caos, appartenenza e vagabondaggio. Così spendo gran parte delle mie energie ad accontentare ora una ora l’altra delle due persone di cui sono composto, e a cercare per quanto possibile di non far torto a nessuno.
La mia maestra annuisce. È un continuo ricomporre gli estremi, mi dice. È un passare da un estremo all’altro con fluidità, dedicando la stessa energia ad entrambi gli opposti, mi dice. Beve un sorso d’acqua.
Esercitati nella forma, mi dice.

Advertisements

About sonounuovo

sono un uovo
This entry was posted in polpette di tai chi per il vivere moderno, Uncategorized. Bookmark the permalink.

One Response to Polpette di Tai Chi per il vivere moderno – Acqua

  1. Silvia says:

    Polpetta sapida e ben confezionata … complimenti allo chef!
    Silvia

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s